Showrum! A Milano, tre giorni con 1oo e più rum da degustare
Il più grande evento di degustazione Rum in Italia, finalmente!
Nei giorni 28 - 29 Febbraio, e 1 Marzo 2008, presso il Marriot Hotel di Viale Washington, a Milano, si potranno degustare oltre 100 rum tra i migliori e più esclusivi presenti sul mercato, a prezzi veramente molto bassi. Un’occasione unica per provare e confrontare i più diversi tipi di rum, di tutti gli stili. L’orario è dalle 17 alle 23, perfetto per operatori ed appassionati
Sarà inoltre una grande occasione per imparare (a bicchiere pieno) poichè gli esperti del RumClub Italiano, ed il presidente Daniele Biondi, daranno informazioni e risponderanno a qualsiasi domanda…
Nel corso della minifestazione si terranno dei focus specifici, quali El Dorado, Flor De Cana, Maltecoron, e sopratutto un focus sui rum Agricole, Malecon, Arehucas. Non manca il focus sul cioccolato, tenuto dal mastro cioccolataio Paolo Devoti di Passion Cocoa.
Insomma…una occasione fantastica di approfondire la conoscenza del rum, tramite il miglior metodo possibile: provarli tutti.
Ecco alcuni link utili:
Sito Marriot Hotel
Passion Cocoa: http://www.passioncocoa.com/
Rum abbinato con spezie
In risposta a Marco (commento al post precedente) ho deciso di scrivere due righe sugli abbinamenti con le spezie.
Voglio precisare che in tema di abibnamenti i gusti sono quanto più personali, e vanno scoperti! Ovvio che per socprirli l’unica cosa da fare è provare e riprovare…ma sopratutto OSARE, perchè gli abbinamenti migliori spesso sono quelli meno scontati.
Gli abbinamenti in accompagnamento sono forse i più immediati, prendiamo qualcosa con caratteristiche simili al rum che stiamo bevendo (aromi, dolcezza, pastosità , ecc.) e li abbiniamo. Se siamo stati bravi nel capire i prodotti non noteremo stonature, l’abbinamento sarà buono sin da subito. Insomma, preparatevi un bel po di spezie, tipo: cacao, caffè, vaniglia, zucchero di canna, mandorle, nocciole, arachidi, canditi, banane secche, uvetta e prugne. Poi cercate di capire gli aromi dle rum che state bevendo, il suo grado di dolcezza, se è fruttato o sembra “autunnale”, fresco o corposo. Seguite queste sensazioni, e cercate la spezia che meglio le racconta.
Per i più avventurosi consiglio di provare anche degli abbinamenti in contrasto. Non sono immediati, e variano molto dai gusti personali. Rifornitevi delle stesse spezie dette in precedenza, e se proprio osate, anche di pepe, peperoncino, cannella… In qesto caso non dovete scegliere le spezie in base a ciò che vi dice il rum, ma le scegliete rispondendo alla domanda COSA GLI MANCA A QUESTO RUM? Cercate quindi di compensare le mancanze del rum con le spezie, ottendo ciò che sarà il vostro personalissimo “paradiso dei sapori”.
Di cose da dire ce ne sarebbero tante altre, ma prima di diventare noioso penso sempre che l’importante è bere, non parlare.
Ron Barcelò Añejo
Ogni buon amante del rum si ritrova spesso a porsi una domanda: prendo qualcosa che già conosco e mi piace, oppure provo un rum nuovo? Insomma, meglio andare sul sicuro o sperimentare? Io spesso mi lascio travolgere dalla curiosità , e provo prodotti nuovi! Questa volta potevo bermi un buon El Dorado 12 anni, ma ho preferito provare un Ron Barcelò Gran Añejo.
Barcelò è marchio originario della Repubblica Domenicana, ma dal 2000 strettamente legato a BAINSA (BArcelò INternational S.A.), gruppo commerciale creato da investitori spagnoli. BAINSA distribuisce i rum Barcelò nel mondo, ad eccezione della Repubblica Domenicana.
Il rum a cui è dedicato questo articolo è l’ Añejo, un blend di rum giovani (invecchiati fino a 4 anni, in botti di rovere americano) distillati a partire da melassa fermentata.
Il colore si presenta dorato-rosso, quasi troppo carico per un rum domenicano così giovane. A prima vista è comunque invitante. Iniziando la prova olfattiva, arriva la prima sorpresa. Pur appena versato il rum quasi non presenta vaporosità , ed addirittura quel poco che si sente mi ricorda un liquore dolce, tipo amaretto di Saronno. Mi aspettavo un rum in cui l’alcol fosse ben presente, data la giovane età , invece mi ritrovo un prodotto fermo (cioè poco profumato), e dolciastro.
Finalmente lo assaggio, e le sensazioni che il naso aveva previsto, si sono avverate. La corposità è talmente elevata che faccio fatica a credere che abbia il 37,5% di grado alcolometrico. Immediatamente il dolce prende il sopravvento, ma non un dolce qualsiasi, un dolce sciropposo dato da un forte aroma di caramello, melassa, e vaniglia. Risulta un rum estremamente diverso dal solito (questo è un punto a suo favore), ma non lo ritengo un buon rum. Se gli aromi fossero stati “tagliati” da una maggiore presenza di alcol, che gli avrebbero donato maggiore acidità , allora lo avrei gustato meglio.
Che uso propongo? Bé lo sconsiglio liscio, a meno che non siate proprio degli appassionati che provano di tutto, invece ce lo vedo bene in un cuba libre, sempre che amiate gli aromi dolci e corposi.
un ron e un rhum
Da un paio d’ore ho finito di partecipare ad una serata, organizzata da Daniele Biondi di RumClub, in cui ho avuto il piacere di assaggiare due rum “atipici”, lontani dai soliti grandi nomi straconosciuti ed ormai un pò scontati. Non è stata una degustazione a tutti gli effetti, solo un semplice assaggio. Ma si sa, la prima impresione conta molto.
Il primo è un Bielle Vieux Hors d’Age, agricolo prodotto a Marie-Galante, isoletta appartenente a Guadalupe, invecchiato 6 anni (probabilmente in barriques precedentemente destinati al whisky, ma su questo devo tutt’ora indagare).
La prima impressione non è stata delle più trascendentali. All’olfatto si è presentato poco carico, e quel poco che si sentiva era anche poco aromatico. D’altra parte da un rhum agricole sarebbe sbagliato aspettarsi aromi capaci di stimolare eccessivamente l’olfatto.
Una volta assaggiato, l’alcol si prende tutto l’attacco, coprendo per i primi istanti gli aromi erbacei che vengono scoperti solo in seguito. Aromi molto leggeri di erbetta fresca e succo di canna, piacevoli. Nella fase media si sentono i tannini prodotti dall’invecchiamento che lo fanno virare verso l’amaro, comunque leggero.
Purtroppo l’alcol mi è apparso troppo pronunciato, è infatti bastato un goccio d’acqua per diluirlo e lasciar così trasparire meglio gli aromi sopra descritti.
Il secondo rum provato arriva da una zona atipica, il Perù. Si tratta del Milionario, invecchiato 15 anni secondo il metodo solera. La bottiglia si presenta molto simile all’astuccio dello Zacapa, quello vero, racchiuso completamente nella paglia.
Anche l’aroma è molto simile allo Zacapa, il 15 anni. Golosamente morbido e non eccessivamente complesso, con sentori di caramello, melassa, ed un tocco di vaniglia. Solo il finale mi è apparso abbastanza vuoto.
In definitiva ottimo rum, semplice da degustare ed adatto a chi inizia ad avvicinarsi al mondo del buon rum. Bellissima la bottiglia, peccato che sembra un copia spudorata dello Zacapa.
